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Il 7 maggio 2024 il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato una direttiva dell'UE sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica. Entro 3 anni dall'entrata in vigore gli Stati membri dovranno recepire nel proprio ordinamento giuridico nazionale le nozioni di mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati, la condivisione non consensuale di immagini intime, lo stalking online, le molestie online e l'istigazione alla violenza o all'odio online.
La direttiva contiene anche norme dettagliate sulle misure di assistenza e protezione che gli Stati membri dovrebbero fornire alle vittime e indicazioni per proteggere la vita privata della vittima e prevenire la vittimizzazione ripetuta durante eventuali procedimenti penali.
L'Unione Europea ha iniziato a muoversi su questo fronte, ma si può fare molto di più: sta alla società civile, e ad associazioni come la nostra, continuare a fare pressione per ottenere tutele sempre maggiori.
Il cambiamento parte da noi: continueremo a Parlare Europeo anche per sostenere la battaglia contro la violenza sulle donne.
Di fronte alle guerre e alle grandi questioni geopolitiche l’Europa è spesso disunita e debole. Sentiamo spesso dire: dov’è l’Europa? Cosa sta facendo? Eppure, nessuno dei governanti chiede di uscire dall’Unione: non lo chiede Meloni, non lo chiede Orban, non lo chiedono i leader nazionalisti. È infatti evidente a tutti che la soluzione va cercata all’interno dell’Unione. Gli euroscettici desiderano una nuova “Europa delle Nazioni”. In poche parole: l’Europa odierna, se non ancora più lenta e inconcludente. I leader nazionalisti pretendono dall'Unione qualcosa che non sono disposti ad affidarle: una capacità di governo.
La via alternativa è quella della maggiore integrazione: avere un’Europa più unita, che decida a maggioranza in sempre più campi, disposta a trovare compromessi per parlare con una voce sola. Solo così possiamo dare speranza a un vero processo rivoluzionario di pace, in linea con i valori europei che troppo spesso restano solo sulla carta. Questo è il significato del parlare Europeo: sostenere la voce che permette di studiare e lavorare in tutta Europa, che ha affrontato la pandemia, che salvaguarda diritti e salute dei consumatori. Con IoParloEuropeo guardiamo criticamente ai limiti dell’Unione di oggi, consapevoli di cosa può diventare l’Unione domani.
E non c’è altra strada.
IoParloEuropeo non è solo un nome, ma una dichiarazione di intenti: vogliamo far emergere tutto il valore che l’Unione Europea esplica e che spesso è sconosciuto. Non guardiamo solo al futuro: guardiamo all’Europa di oggi, a quanto fa già di importante e imprescindibile per la vita dei cittadini europei.
Lavoriamo per sensibilizzare decisori politici e cittadini, per servire quei valori di ispirazione che sono alla base dell’Unione Europea. Welfare. Inclusione. Coesione. Concentrarsi sulle persone, non lasciare indietro nessuno. Sono questi i valori europei, spesso non percepiti anche da chi lavora da tanto tempo con e per l’Europa.
Nelle nostre iniziative c’è la capacità e l’intenzione di mettere in luce i percorsi migliorativi per l’Unione: serve l’agire comune per essere protagonisti. Difesa, politica estera, fiscalità, unità, integrazione.
Vogliamo agire su queste criticità. Per questo abbiamo fondato IoParloEuropeo.
La prima a immaginare un'Europa a misura di studenti e studentesse. Un'amica per molti di noi. Senza Sofia Corradi non avremmo intere generazioni che si rispecchiano in un'unica identità europea.
Porteremo avanti il tuo sogno ogni giorno, parlando Europeo.
Il multiculturalismo è un valore fondante dell'ideale europeo in cui crediamo. La diversità linguistica e la conseguente tutela delle centinaia di lingue europee, di cui 24 sono lingue ufficiali UE, sono alla base di questo principio democratico. Pensateci: nelle autocrazie la cancellazione dell'individuo e delle minoranze inizia anche, e soprattutto, dall'epurazione linguistica.
Il "varietate concordia", l'unità nella diversità, parte dalla nostra lingua: è quello che noi chiamiamo... il Parlare Europeo! Oggi, nella Giornata europea delle lingue 2025, desideriamo ricordarlo con orgoglio!
Adesso che la proposta della Commissione europea sul bilancio è stata pubblicata, vogliamo ricordare l’appello di vari fisici e scienziati italiani sul sito dell'Accademia dei Lincei per investire di più in ricerca: speriamo che il Parlamento Europeo faccia propria questa richiesta che #IoParloEuropeo continuerà a sostenere a gran voce!
La spaventosa escalation tra Iran e Israele ha messo in evidenza una situazione molto chiara: la politica internazionale è satura di leader "muscolari", Trump in primis, ma mancano mediatori e pacificatori credibili.
L'Unione Europea potrebbe esserlo, superando i suoi attuali limiti ed adottando un ruolo forte di prevenzione dei conflitti e di mantenimento della pace.
Gli Stati europei avranno finalmente il coraggio di affidarle questa missione? È una speranza che non vogliamo abbandonare.
Autoritarismi e nazionalismi sono il vero incidente della storia europea: gli elettori e le elettrici della Romania in tutto il mondo, mobilitandosi per votare al secondo turno delle presidenziali, ci hanno ricordato l'importanza di questo insegnamento di David Sassoli.
Con la vittoria di Nicușor Dan, la Romania decide di continuare a parlare Europeo: ne avevamo molto bisogno.
In un mondo che va sempre più alla deriva, l'unità europea resta una bussola di diritti e valori condivisi: nessun risultato dell'Unione Europea è più rappresentativo dell'essere riuscita a mantenere la pace tra gli Stati del continente più belligerante della storia umana, reduce da due guerre mondiali e dall'esperienza dei totalitarismi.
In questo momento storico, l'Europa rappresenta orgogliosamente un'ideale di pace e democrazia a cui sempre più paesi fanno riferimento.
"La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano", diceva Schuman. Oggi, per essere efficace, questo sforzo creativo non può che parlare con una sola voce e una sola lingua: quella dell'Europa. Con #IoParloEuropeo ne abbiamo fatto una missione: oggi, la giornata dell'Europa, è il giorno perfetto per unirti anche tu.
Pensare di ottenere la pace in #Ucraina senza il coinvolgimento dell’Unione Europea non solo è assurdo ma anche del tutto irresponsabile: dopo la vergognosa conferenza stampa nello Studio Ovale è ancora più evidente.
In un mondo che sembra aver perso la bussola del diritto e dell’umanità, l’Europa - istituzioni e valori comuni - assume un’importanza cruciale e diventa il riferimento di chi ancora crede che i diritti umani, lo stato di diritto e la democrazia siano gli ingredienti essenziali per ogni convivenza pacifica tra i popoli: il riferimento del popolo ucraino.
Ora più che mai è il momento dell'Europa. Noi sosteniamo convintamente l'iniziativa di Michele Serra "una piazza per l'#Europa", e ci saremo per parlare europeo: sempre a sostegno dell'Ucraina, dello stato di diritto, del dialogo e della democrazia.